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Uno studio indaga la relazione tra Endometriosi e Papilloma Virus.

“In questo articolo, la Fondazione Italiana Endometriosi, offre spunti di prevenzione, alla luce di un’indagine scientifica che ha ipotizzato una correlazione tra endometriosi e Papilloma Virus”.

Lo studio è stato recentemente pubblicato sul Journal of Obstetrics And Gynecology Research, a cura del Dipartimento di Patologia dell’Università di scienze mediche in Iran. Esso ha analizzato il legame tra Papilloma Virus ed endometriosi. Conoscere approfonditamente la patogenesi della malattia, secondo i ricercatori, potrebbe aiutare nel progettare strategie preventive e approcci terapeutici innovativi. Alla luce della possibilità di una maggiore esposizione al rischio di contrarre virus per le donne affette da endometriosi, la Fondazione ha elaborato delle indicazioni di prevenzione.

Lo studio nel dettaglio:

 Sono stati presi in esame due gruppi di pazienti:

– 50 con endometriosi;

– 49 (gruppo di controllo) senza endometriosi.

Nel primo gruppo è stata riscontrata la presenza del Papilloma Virus in 13 pazienti (26% del campione), nel secondo gruppo in 5 pazienti (10,2% del gruppo di controllo).

I risultati della ricerca hanno indicato un più alto tasso di infezione da HPV ad alto rischio tra i pazienti con endometriosi. Ma è stato osservato che la sua presenza in questo gruppo di pazienti non era associata ad indicatori come: età, storia familiare del cancro cervicale, stato civile, gravidanze.

I dati elaborati, potrebbero fornire informazioni di base per futuri studi riguardanti la patogenesi dell’endometriosi. Nonché esso potrebbe indagare il ruolo delle infezioni virali e il loro possibile impatto sul futuro sviluppo del cancro in questo gruppo di pazienti.

Secondo i risultati, la presenza di endometrio fuori sede, esporrebbe quindi ad un maggior rischio di contrarre infezioni e virus, tra cui il papilloma. Quest’ultimo, se non curato opportunamente, può evolvere rivelandosi una delle cause più comuni del tumore al collo dell’utero.

Infezioni uterine, sintomi:

Nella maggior parte dei casi, l’infezione da HPV decorre in maniera asintomatica. L’organismo, il più delle volte, ha la capacità di debellare il virus prima che possa provocare danni importanti. In altri casi, però, il sistema immunitario non riesce a sconfiggere l’HPV. Talvolta così, esso può provocare sintomi e disturbi anche piuttosto gravi, come il tumore della cervice uterina (collo dell’utero).

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha segnalato alcuni sintomi e segni che ci possono far pensare ad un’infezione uterina. Tra i più comuni ricordiamo:

  • dolore quando si urina (particolarmente in concomitanza a dolore nella parte inferiore dell’addome);
  • dolore nella parte bassa della schiena;
  • sanguinamento o flusso vaginale inconsueto (soprattutto dopo il rapporto sessuale);
  • dolore durante i rapporti sessuali;
  • altre manifestazioni cliniche, come le verruche, che oltre a livello della cervice uterina, della vagina, della vulva, dell’uretra, del perineo e dell’ano, possono evidenziarsi anche in sedi extragenitali, come a livello della congiuntiva, del naso, della bocca, della laringe. Spesso presentano dimensioni così piccole da renderne difficile l’identificazione ad occhio nudo.

I Consigli di Prevenzione a cura della Fondazione:

I consigli sulla prevenzione sono quelli validi per tutte le infezioni della sfera genitale:

  • evitare comportamenti sessuali a rischio e/o usare le dovute precauzioni
  • seguire una corretta igiene intima
  • sottoporsi regolarmente a visite ginecologiche e al Pap-test

Una diagnosi immediata dell’infezione porta ad una guarigione completa. In assenza di sintomi specifici, nella donna la diagnosi può essere fatta mediante il Pap-test (1) o la colposcopia (2). Quest’ultimo esame permette di osservare l’utero ingrossato. Mentre, nell’ uomo, può risultare utile il test dell’acido acetico. Essa è una sostanza che, spalmata sul pene, è in grado di mettere in evidenza le piccole lesioni. Per eliminare le escrescenze, è necessario utilizzare pomate a base di podofillina o imiquimod, da stendere all’interno della vagina. Se, invece, le verruche sono ingrossate e di forma granulare, occorre asportarle ambulatorialmente con la crioterapia o con il laser. 

 Nota 1. Il Pap-test completa le informazioni ottenute con la normale diagnosi clinica e/o colposcopica. Viene in genere eseguito contestualmente a visita ginecologica e consiste nel prelievo di cellule dalla superficie del collo e dal canale cervicale dell’utero, anche in assenza di lesioni macroscopiche; può essere tuttavia eseguito successivamente all’esame colposcopico, per approfondire l’analisi su lesioni già osservabili ad occhio nudo. Il Pap-test ha permesso, dalla sua introduzione, di ridurre drasticamente l’incidenza e la mortalità per carcinoma della cervice uterina. https://goo.gl/TJUMw5 

Nota 2. La colposcopia è un esame ambulatoriale che serve a controllare la cervice uterina e che comporta al massimo un leggero fastidio. Si esegue con il colposcopio, uno strumento munito di una sorgente luminosa e di un sistema di ingrandimento che permette di vedere eventuali alterazioni. A volte l’esame è accompagnato da una biopsia, un prelievo di una piccola quantità di tessuto dal collo dell’utero. https://goo.gl/TJUMw5 

A cura della Fondazione Italiana Endometriosi

 Fonti:

Cfr. Prevalence of high-risk human papillomavirus infection in women with ovarian endometriosis, Department of Pathology, Isfahan University of Medical Sciences, Isfahan, Iran, 8 December 2016 DOI: 10.1111/jog.13188

http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/jog.13188/full

http://www.salute.gov.it

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