Turismo procreativo in Canton Ticino

Le coppie italiane, con problemi di fertilità, sempre più spesso si recano all’estero per accedere ai servizi sanitari garantiti dalle legislazioni sulla fecondazione assistita della maggior parte dei Paesi limitrofi. Infatti, rispetto alla legge 40 del 2003, che, dopo il fallimento del referendum abrogativo del 12-13 giugno scorsi, ancora regolamenta in Italia le tecniche di “aiuto medico” per incentivare e controllare la gravidanza, nella maggior parte degli Stati europei sono applicate, al riguardo, norme meno restrittive e più liberiste: fecondazione eterologa, inseminazione, diagnosi pre-impianto, congelamento di embrioni, fecondazione in vitro, ovodonazione, sono, seppur con opportune limitazioni, offerte che molti centri sanitari stranieri presentano ai propri pazienti, tra i quali la componente italiana è in costante aumento. Il “turismo procreativo”, come è stato battezzato il fenomeno, è stato posto al centro di diverse indagini statistiche, che hanno cercato non solo di stimare il numero di persone che raggiungono cliniche oltre confine, ma anche di individuare le destinazioni più ricorrenti delle trasferte italiane, e i servizi maggiormente richiesti. Il numero di italiani che si sono recati all’estero per sottoporsi alle tecniche di Procreazione medicalmente assistita (Pma) è triplicato dopo l’entrata in vigore della legge 40. Se nell’anno 2003-2004, precedente cioè all’entrata in vigore della legge, erano 1315, nel 2004-2005 il numero è balzato a 3610, con un aumento del 200 per cento. E in questa particolare classifica il Ticino sarebbe la meta più “gettonata” dalle coppie italiane, con 1150 pazienti sottoposti alle cure offerte nel Cantone italico durante il 2004. La Svizzera italiana rappresenta la destinazione più frequente, ma anche altri Paesi detengono un buon numero di afflussi, come ad esempio la Spagna (dove accorrono il 26 percento delle coppie italiane), il Belgio (16), la Gran Bretagna e gli Stati Uniti (5 ciascuno).

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