Th Demo4

Nives: lottiamo per ridare un senso alla vita, orgogliose di essere donne.

Ciao, mi permetto di scrivere usando un tono confidenziale, e vi ringrazio di questa possibilità. Spesso, in casi come i nostri ci si sente sole, soprattutto se non conosci Internet nei suoi aspetti più belli, e come tale sei disinformata, sull’esistenza di associazioni così utili come la Vostra. Il mio calvario è iniziato nel 2004. Dopo un intervento ai denti del giudizio, inizio con forti emorrragie vaginali, che porto avanti per giorni, in preda anche alla paura del cosa mi stava accadendo, poi, data la mia allergia ai farmaci, e dovendo prendere antibiotici per l’intervento, si pensava fosse causato da queste cose. La mia dottoressa, nonchè ginecologa, ha pensato con ritardo di fare una verifica per un sospetto aborto spontaneo, quando ha capito che ormai era passato il tempo necessario per saperlo, ha dato la colpa di tutto ciò ad un forte stress e alla mia situazione familiare visto che avevo da poco perso mio fratello in un incidente stradale e pure mia mamma di ictus causato dal dispiacere. Il tempo passava, ma i dolori atroci e queste forti emorragie, no.

Allarmata, mi sono rivolta ad un ginecologo che lavora in ospedale ed ho esposto il problema. Mi ha ricoverato per un raschiamento con biopsia e da lì è partito il tutto. Mi ha chiamato in ambulatorio, e non dimenticherò mai quando abbracciandomi mi ha detto :” C’é una forma tumorale benigna, ringraziamo Dio che ce ne siamo accorti in tempo; ti sarò vicino in questo calvario poichè è una forma abbastanza dolorosa; insieme la cureremo e ce la faremo”. Quel giorno aveva finito il suo turno però si è trattenuto per affidarmi al suo collega per l’intervento e quando mi ha accompagnato in sala operatoria, gli ho stretto la mano e gli ho detto:” Dottore piuttosto che farmi soffrire così tanto, fatemi morie”…lui ha risposto…”Non possiamo e di te su questa terra c’è ancora bisogno.” Quando poi mi sono risvegliata, lui si è messo in contatto con chi mi ha opertato e al momento della sua visita mi ha detto che l’intervento era andato bene, ripulito l’utero, l’ovaio destro, e persino nello scavo del Douglas.

Ma purtroppo bisognava continuare la terapia con dei farmaci per evitare il riformarsi di ciò. A breve distanza quindi, abbiamo iniziato col farmaco più leggero che è il Provera, ma niente da fare a livello di dolori o emorragie, siamo passati al Danatrol, ma coi problemi di intolleranza ai farmaci ed un prolasso alla mitrale col rigurgito, o rischiato di morirci, siamo passati al Belara, ma sono finita per cinque ore al pronto soccorso, quasi priva di coscienza e dove dopo due ecografie interne e la spiegazione di mio marito, la dottoressa è uscita dicendo a mio marito stesso, se era sicuro che non fossi incinta; lui si è stupito e quando gli ha detto : “assolutamente no!” lei gli ha risposto: “guardi che magari potrebbe anche non essere suo!”. Io che vomitavo anche sangue e perdevo liquidi e quella che alludeva l’inverosimile a mio marito e ripeteva due volte l’ecografia, e faceva scuola alle infermiere persino spiegando cos’è il Belara. Abbiamo consultato il cardiologo per sapere se potevamo iniziare una terapia per iniziare la Menopausa chimica, ma lui ha detto di no nel modo più assoluto, A Dicembre 2008, hanno sospeso dal commercio il Cerazzette, e i miei medici erano allibiti, avevo dolori all’infinito o coliche da endometriosi come si chiamano, emorragie terribili e persino l’interesse di medici e farmacisti.

Volevo, pur non sapendo come, rivolgere un’appello al Ministro della Sanità. Quando alla Vigilia Dell’Ultimo dell’Anno mi ha chiamato la Dottoressa della farmacia per dirmi che era arrivato il farmaco, ho pianto di gioia e gli ho dimostrato tutta la mia gratitudine per ciò che ha fatto e ciò di cui solo io conosco l’importanza. Sono passata dai 38 kg delle cure iniziali dove stavo male, vomitavo e non mangiavo, oltre a rischiare a livello cardiaco, agli attuali 50 e con una protesi ai denti, che neanche avrei potuto sostenere data pure l’allergia ai metalli, ma che era da fare inquanto ho perso i denti inferiori ed un sacco di capelli. Ma il mio problema sussiste e sono 21 giorni su 30 di calvario. All’ultimo controllo si pensava ad una isterectomia, ma è un peccato visto che l’utero ora non presenta problemi, sono veramente indecisi sul dafarsi nel mio caso, più cose contro che positive.

Ho capito solo che l’inportante in questi casi, è essere circondati da persone di fiducia e competenti nella loro professione, perchè io personalmente a livello fisico e morale, mi sento una vita rovinata e coi problemi più intimi che non intendo dettagliare, la rovino pure a chi mi è accanto. IO nella mia ignoranza non conoscevo questa malattia, quante donne ci fossero nella mia situazione, che fosse riconosciuta dal Ministro della Salute e della Vostra Associazione. Credo solo che da oggi ringrazierò Dio per avermi inseganto a navigare in Internet e essere arrivata a Voi. Grazie di cuore per ciò che fate, per quello che mi avete dato e che continuerete a fare per noi. Io nel mio piccolo, di questa cosa ho scritto un breve racconto di due fogli che è stato esibito in una galleria d’arte e mi farebbe piacere inviarlo pure a voi in aggiunta la vostro libro, poichè l’unione fà la forza e tutte insieme dobbiamo lottare per ridare un senso alla vita, orgogliose di essere donne. Nives

Cerca