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Nadia: “spero che questa mia disavventura possa essere d’aiuto alle giovani”.

Salve, alla fine del mese compirò i miei primi 40 anni. Sono sposata da 10 e non ho figli. Ho letto qualche testimonianza, pubblicata sul vostro sito, e mi sono rispecchiata parecchio nelle situazioni raccontate dalle altre. Credo di aver avuto l’endometriosi dal mio primo ciclo, all’età di 12 anni, e come tante ho girato parecchi ginecologi tutti stupidamente con la stessa diagnosi superficiale: ” Quando avrà dei figli, il dolore diminuirà”. Roba da matti!!!!!!!!!!!!

Ho vissuto da sempre con dolori molto forti nella parte bassa dell’utero e con diarrea e vomito tra il primo e il secondo giorno del ciclo. Questo significa che sia a scuola che al lavoro sono sempre stata penalizzata, laddove mi rifiutavo di rimanere a casa, mi prendevo una pasticca e andavo pensando fossi esageratamente condizionata dal dolore, ma poi l’effetto finiva e puntualmente mi ritrovavo con dolori da piegarmi in due. In questi anni ci sono stati alti e bassi a seconda anche del cambio delle stagioni, ma la vera consapevolezza dell’endometriosi mi è stata diagnosticata da una delle tante ginecologhe consultate intorno al 2000 definendole “isole di cioccolato”.

Essendo dopo tanti anni diventata un pò scettica, non sono mai riuscita a capire cosa dovessi fare per aiutarmi e allora ho cominciato ad informarmi per togliermi di dosso questo “mostro”. In questi dieci anni non sono riuscita a fare un granchè, mi sono sottoposta ad una isterosalpingografia per verificare le condizioni con conseguente sorpresa di una tuba chiusa e poi ad isteroscopia operativa. Nel 2007 sono cominciate anche emorragie e dunque un peggioramento al peggioramento.  In ultimo di recente mi sono sottoposta ad una laparotomia con asportazione di un mioma di 7cm circa e focolai di endometriosi. Ora leggendo su una delle testimonianze si parla di dolore alla gamba sinistra, ma è una conseguenza anche questa dell’endometriosi? Non ho molta voglia di combattere, arrivata a 40 anni senza figli, l’orologio biologico è al capolinea. Spero che questa mia disavventura come quella delle altre possano essere d’aiuto alle giovani che scoprendo questo male possano curarsi in tempo per poter essere libere.

Nadia

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