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Endometriosi e lavoro: ancora molti i casi di discriminazione.

Le donne affette da endometriosi sono ancora fortemente discriminate sul luogo di lavoro, costrette a periodiche assenze con notevoli costi economici e sociali per la collettività. Spesso non trovano ascolto sul luogo di lavoro e nemmeno un chiaro orientamento presso le strutture medico-sanitarie del loro territorio.

Nel corso di un’indagine conoscitiva della Fondazione Italiana Endometriosi, effettuata su un campione di 416 donne affette, provenienti da tutta Italia, leggiamo che un terzo delle intervistate sente di subire dicriminazioni :

 

Mi sento discriminata sul lavoro rispetto alle mie colleghe:

Le campagne d’informazione promosse dall’OMS.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha confermato la profonda incidenza del fattore invalidante della malattia endometriosica, a tutti i livelli, e sta attuando campagne d’informazione mirate a sensibilizzare verso le conseguenze emotive e personali che comporta questa patologia, di cui ancora molti sono ignari.

E tali conseguenze non sono solo personali, ma toccano significatamente anche la spesa pubblica: come ricorda l’OMS “per congedi di malattia si spendono 30 miliardi di euro in Europa e 4 miliardi in Italia. La spesa annua di farmaci per curare l’endometriosi in Italia è di 128 milioni di euro”.

Azioni a tutela delle donne.

Il 22 luglio 2009 il Ministro per le Pari Opportunità insieme a INPS, INAIL, IAS e la Fondazione Italiana Endometriosi, sigla un’intesa per combattere la malattia, che ha permesso anche di studiare specifici programmi di assistenza per il reinserimento lavorativo delle pazienti. Del 2007, il primo convegno in collaborazione con Lega Ambiente, per far luce sull’ impatto dell’endometriosi nella vita professionale delle donne e presentare alla popolazione i dati della prima ricerca nazionale sulla malattia, nonché aspetti collaterali, come l’impatto degli inquinanti sul luogo di lavoro. Il convegno ebbe lo scopo di sensibilizzazione al tema dell’impatto della malattia sulla sfera professionale della donna e stimolare a riconoscere maggiori tutele alla donna affetta, a partire da un quadro normativo che riconosca la patologia come malattia sociale.

L’importanza di informare per creare un ascolto attivo alla malattia.

Ancora molto resta da fare per aiutare tutti a comprendere quale sia l’impatto devastante, in termini di dolore e vita sociale, che la patologia comporta. Molto vi è da fare anche per garantire alle donne un ascolto attivo da parte del mondo del lavoro, dal quale ancora oggi spesso la donna non trova la comprensione necessaria. La proposta di legge sul congedo mestruale, discussa in questi giorni alla Camera, potrebbe essere una risposta per tutte quelle situazioni in cui il dolore durante il ciclo avrebbe una matrice legata alla presenza dell’endometriosi. Parallelamente, serve una maggiore presa di coscienza, degli aspetti connessi alla malattia, anche nelle persone che vivono a contatto con donne che hanno la malattia, all’interno del contesto di lavoro.

 

di Ilaria Castelli, blog.endometriosi.it

Bibliografia:

http://www.endometriosi.it/wp-content/uploads/2016/06/Endometriosi-e-lavoro-programma-del-convegno-2007.pdf

http://cerca.ministerosalute.it/search?q=endometriosi&client=defaultPORT_front-end&proxystylesheet=defaultPORT_front-end&site=default_collection&output=xml_no_dtd&filter=p

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