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Emily Seebohm: il nuoto, le medaglie, l’endometriosi.

Per Emily Seebohm, 24 anni, la nuotatrice australiana professionista nel dorso, ha dichiarato:

“Ho vinto medaglie d’oro e campionati del mondo nonostante avessi l’endometriosi e non lo sapessi. Finché il mio corpo mi ha fatto capire che dovevo fermarmi”.

L’atleta ha scoperto di soffrire di endometriosi l’estate scorsa, poco prima delle Olimpiadi di Rio. I dolori troppo forti le hanno imposto di approfondire il suo stato di salute. Da tempo accusava crampi, mal di schiena, mal di stomaco, cicli mestruali irregolari. La nuotatrice avvertiva una continua sensazione di fatica, che non trovava risposta soltanto nello sforzo dovuto agli allenamenti. Lei stessa in un’intervista ha detto:

La verità è che i dolori erano sempre più forti, soprattutto alla schiena; ormai avevo il ciclo per 8/9 giorni anche ogni due settimane”.

Dopo le Olimpiadi, per la nuotatrice l’intervento in laparoscopia:

Nonostante i forti dolori e la diagnosi di endometriosi, Emily gareggia alle Olimpiadi in Brasile. Partecipa a 3 gare e porta a casa solo un argento nella staffetta. Rientrata, è il suo corpo che le impone di fermarsi. Alla fine del 2016, si sottopone ad un intervento di chirurgia laparoscopica, dopo il quale trova sollievo in termini di dolore e di recupero della propria energia. Da quel momento,  emerge la necessità e la voglia di raccontarsi:

“Oggi sto meglio, anche se so che non guarirò mai del tutto. Ma voglio raccontare a tutti cosa significhi avere questa malattia, affinché nessuna ragazza la sottovaluti come ho fatto io”.

Emily: “Voglio dire che tutto è possibile”:

La nuotatrice australiana, ha scelto di condividere la sua esperienza perché desidera aiutare altre ragazze nella sua stessa situazione. Aver provato in prima persona cosa significhi sottovalutare un malessere, l’ha portata a sentire l’importanza di diffondere quanto più possibile l’informazione sulla malattia, per dare forza e coraggio alle altre donne:

Non ho mai parlato in un’intervista. Alla fine dell’anno, però, ho pensato che era il momento di trasmettere un messaggio forte là fuori per altre donne e ragazze (…) Voglio dire che tutto è possibile”.

Conoscere per prevenire:

La storia di Emily, ci parla di una ragazza così audace da non permettere neanche al dolore di intralciare la sua professione. Ogni giorno la nuotatrice pratica ore di allenamento estenuanti, con un sottofondo continuo di dolori, avvertiti in principio come normali. Fino a che decide di andare a fondo per capire, e arriva il momento la diagnosi:

‘Io non sono ipocondriaca. Ho una malattia. Tutti questi fastidi che sento in me sono reali, si chiamano ‘endometriosi”.

Oggi l’atleta, che ha tenuto segreta la sua storia fino al momento dell’operazione, sente l’esigenza di incoraggiare le donne a non sottovalutare i sintomi. pensiamo solo che il ritardo diagnostico per l’endometriosi si aggira ancora intorno ai 9 anni. Per questo Emily ha scelto di fare coming out attraverso i canali social, un po’ come l’attrice Lena Dunham. Infatti, entrambe veicolano informazione sulla malattia, attraverso i propri profili Twitter ed Instagram.

Quella di Emily, è una testimonianza di grande coraggio e di grande passione, che esprime ancora una volta la tenacia della donne:

“A volte penso che, wow, devo essere una persona molto forte per ottenere quello che ho raggiunto nella vita, pur avendo l’endometriosi. Ogni giorno è una battaglia, ma se posso continuare a nuotare come ho nuotato in passato, mi sentirò fiera di me stessa”.

Fonti:

https://www.theguardian.com/commentisfree/2017/mar/19/emily-seebohm-i-won-olympic-golds-with-endometriosis-anything-is-possible

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