Storie2

Il consiglio di Ketty, prevenire.

Salve, questa è la mia storia. Il mio nome è Catalina ma tutti mi chiamano Ketty. Sono venuta in Italia all’età di 23 anni, e a 24 mi venne diagnosticata l’Endometriosi bilaterale con nodulo maligno nel ovaio dx; essendo signorina, giustamente, desideravo in futuro dei figli, è stato così eseguito il primo intervento e in poco tempo (10 giorni dopo) il secondo; già dall’ospedale mi venne data la cura, che seguii per 3 mesi, successivamente mi venne cambiata con una pillola anticoncezionale per un’anno e mezzo. Insieme all’allora mio compagno (diventato poi marito) desideravamo avere un bimbo, perciò andai a fare tutte le visite e il mio ginecologo mi diede l’ok per poter provare.

Dopo un’attesa di 9 mesi arrivò quella bellissima notizia che pensavo mai arrivasse, partorisco naturalmente, una bimba di 3,250 e dopo 40 giorni inizio di nuovo la cura anticoncezionale, perché il mio ginecologo disse che non potevo proseguire senza. A distanza di 2 anni e 8 mesi partorisco la seconda bimba, e questa volta, un altro ginecologo (una dottoressa), mi consiglia una pillola anticoncezionale. Andare avanti per due anni non è stato tanto bello, perché dopo appena 9 mesi di pillola iniziai ad avere quasi tutti gli effetti collaterali e andai a fare numerose visite, così mi venne cambiata, dopo una pausa di tre mesi; continuai con la nuova terapia per un altro anno ma si rivelò anch’essa non adatta, quindi me la cambiarono. Sembrava quella giusta ma dopo 1 anno e mezzo mi sentivo sempre senza forze, le mestruazioni erano abbonati e si presentavano anche fuori periodo. Inizia qui il mio calvario: visite su visite perché si vedeva qualcosa dietro all’utero e non sapevano cosa fosse, ed emorragie sempre più frequenti. Decido di fare la tac col contrasto e si ferma nel ovaio dx (nel residuo del ovaio dx).

Si prova a fare qualche cura per un paio di mesi ma io stavo di male in peggio quindi si opta per l’intervento urgente. Dopo di che mi è stata data una terapia a base di chemio ma col contenuto molto basso (dicevano che non c’era bisogno di altro), a neanche 20 giorni dall’intervento faccio una visita per conto mio alla schiena (ho l’artrosi giovanile) dove mi viene detto che è presente una macchia nera nell’addome. Chiedo al mio medico di famiglia se poteva indicarmi una buona dottoressa o ginecologo perché volevo sapere cosa mi stesse succedendo. Scopro che avevo un nodulo tumorale! Cerco di capire come e cosa fare: ringrazio infinitamente questa donna con un grande cuore, che ama il suo lavoro (oggi è la mia ginecologa) e che mi consiglia una cura spiegandomi tutto.

Dopo poco inizio nuovamente a stare male, quindi lei mi vuole operare per vedere cosa sta succedendo; a seguito dell’intervento mi dice che il nodulo tumorale era stato rimosso (posizione del nodulo dietro all’utero ma fuori ) ma che mi era stato esportato l’ovaio dx perché ormai malato (di Endometriosi). Da subito inizio una cura a base di ormoni che dopo poco si rivela non essere efficace (riapparve il nodulo!), così la mia dottoressa mi propone un’altra cura un po’ più forte e per 14 mesi vado avanti stando abbastanza bene. Nel mese di luglio (2016) vado a fare la visita per fermare la cura e con stupore e immensa felicità scopriamo che non c’è più nessuno nodulo, che il residuo del ovaio sx va bene, e che tutto va bene.

Ho sconfitto l’Endometriosi? Per adesso si… e si che ritornerà, ma per adesso sto benissimo.
Tengo a precisare che ho 37 anni e 3 interventi con la strafortuna di aver avuto due meravigliose bimbe, quindi gli interventi sono stati effettuati tutti in lapa e sono andati tutti abbastanza bene.
Consiglio a tutte le mamme che hanno delle bambine, che dopo le prime mestruazioni lamentano dolori inesplicabili, di effettuare le visite ginecologiche tranquillamente. Prevenire è meglio che curare e a volte le cure non si rivelano a lieto fine (si desiderano figli e poi non si possono avere).

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